Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento

Gli ultimi anni sono stati contrassegnati da una grave crisi economica e finanziaria, con delle ripercussioni non solo sulle grandi aziende, ma anche sui piccoli imprenditori, sugli artigiani e sulle famiglie stesse. Sempre più frequentemente, […]

SUPERAMENTO DEL LIMITE DI FINANZIABILITA’ DELL’80%: NULLITA’ DEL MUTUO

1. LE “RAGIONI” DELLA TESI DELLA NULLITA’ DEL CONTRATTO.
Con una recentissima ordinanza del 3.10.2018, la n. 24138, la Corte di Cassazione ha statuito la nullità del mutuo fondiario in caso di violazione del limite di finanziabilità posto dall’art. 38 del TUB dichiarando “definitivamente superato l’indirizzo interpretativo che ne sancisce la validità”
La Suprema Corte ha motivato la professata statuizione attribuendo alla condotta posta in essere dall’Istituto di Credito la violazione dell’art. 1418, co. 1, c.c. in quanto finalizzata alla elusione del disposto di cui all’art. 2741 c.c..
Secondo il Giudice di legittimità, infatti, “il limite massimo di finanziabilità del credito fondiario, regola l’oggetto del contratto; non già la condotta precontrattuale o esecutiva del rapporto […] è requisito che attiene alla sostanza del rapporto […] caratteristica strutturale di base del mutuo fondiario”. In altre parole, quindi, il valore massimo finanziabile costituisce elemento essenziale del contratto tipico e come tale imprescindibile componente dell’oggetto del negozio.
Nello specifico, ciò che viene ravvisata è la mancanza dell’oggetto del contratto tipico da cui deriva la perdita della sua qualifica di “fondiario”.
Vieppiù, nella pronuncia in commento viene denunciata la violazione della norma imperativa di cui all’art. 2741 c.c. che statuisce uno dei principi cardine del nostro ordinamento: la c.d. par condicio creditorium. (“i creditori hanno uguale diritto di ottenere soddisfazione delle proprie pretese sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione”).
E’ indubbio, infatti, che i vantaggi principali del credito fondiario si rinvengano nelle sottrazioni revocatorie di cui all’articolo 39, comma 4 e nella disciplina del “procedimento esecutivo” di cui all’articolo 41 TUB e, quindi, siano poste a completo favore dei creditori fondiari.

Privacy Le prassi illecite e recupero crediti: Le prassi illecite

Per sollecitare ed ottenere il pagamento di somme dovute non è lecito comunicare ingiustificatamente informazioni relative ai mancati pagamenti ad altri soggetti che non siano l’interessato (es. familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa) ed esercitare indebite […]

Recupero crediti: principi generali

Ogni attività di recupero crediti deve avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore, evitando comportamenti che ne possano ledere la riservatezza a causa di un momento di difficoltà economica o di una dimenticanza.

La durata del piano del consumatore – sovraindebitamento

La legge 3 del 2012, cosiddetta “legge salva suicidi”, dalla sua entrata in vigore si è dimostrato un valido alleato per tutti quei soggetti, sovraindebitati; il legislatore ha, infatti, introdotto un valido strumento per affrontare i debiti ed affronatere situazioni di dissesto economico. Tra le procedure introdotte dalla richiamata Legge, insieme alla liquidazione patrimoniale e all’accordo con i creditori, susiste il c.d. Piano de consumatore
Che cosa è il piano del consumatore ?
In estrema sintesi e semplificazione, il piano del consumatore consistente in un piano rateale di pagamento dei debiti, predisposto sulla base delle reali condizioni economiche del debitore.

Quando è possibile ottenere il Piano del consumatore ?
L’accesso alla procedura in esame non è automatico, in quanto il debitore istante deve possedere una serie di requisiti (primo fra tutti quello della meritevolezza).

Si evidenzia altresì che le eventuali istanze di riduzione delle posizioni debitorie debbano avvenire contemperando un’analisi delle reali condizioni reddituali e patrimoniali dell’istante, il cui organismo di neutralità ed equilibrio è dato dai c.d. OCC (Organismo di composizione della crisi).

Ma quanto può durare il Piano del consumatore ?
Uno degli ostacoli principali del piano del consumatore è da sempre quello della durata, infatti, la maggiore durata del piano rappresenta un evidente vantaggio per il debitore, a discapito degli interessi creditori. Sul punto il legislatore nella stesura della L 3/2012 nulla ha stabilito.
Ebbene, tale vuoto normativo è stato quindi colmato, come sovente accade, dalla Giurisprudenza di merito che, richiamando le indicazioni della Corte di Cassazione (sent. 1521/2013), ha posto un tetto massimo alla durata del piano, solitamente individuato in cinque anni.

Hai estinto anticipatamente il tuo finanziamento ? Ottieni il rimborso del premio della polizza assicurativa

Una frase per descrivere la condotta degli Istituti di Credito Italiani negli ultimi anni? Sicuramente la scelta cadrebbe su uno dei proverbi più antichi e più celebri: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”.
Ciò in quanto, nonostante i moniti, le indagini, le sanzioni attuate dalla Banca d’Italia e dall’Ivass, infatti, (i principali organi di controllo del settore bancario, finanziario e assicurativo) gli Istituti Bancari continuano a porre in essere pratiche illegittime nei confronti dei loro clienti.
Una delle condotte illecite più frequenti, in quanto semplice da celare, è quella che vede le Banche non rimborsare i costi sostenuti a seguito della stipula di un finanziamento successivamente estinto in anticipo dal cliente.
Tale pratica scorretta è stata più volte smascherata non solo dall’Autorità di Vigilanza e da quella Giudiziaria ma anche dall’ARBITRO BANCARIO E FINANZIARIO con numerose decisioni che hanno rimborsato il cliente.
In materia di estinzione anticipata della cessione del quinto L’Arbitro Bancario e Finanziario Di Bari con una recentissima pronuncia la n. 17887 del 2018 – ottenuta dall’Avv. Antonio Buono – ha disposto il rimborso del premio assicurativo non goduto in favore del consumatore.

Ricevi telefonate dal recupero crediti? Scopri come difenderti

Se hai problemi di indebitamento allora ti capiterà spesso di ricevere telefonate da varie agenzie di recupero crediti.
Ebbene, esistono diverse società che si occupano di recupero crediti, queste hanno al loro interno reparti dedicati al recupero stragiudiziale. Spesso trattasi di crediti di piccola entità per cui è sconveniente da un punto di vista economico l’affido ad avvocati e vengono trattati alla stregua di pacchetti della telefonia.
Poiché il focus di queste agenzie è la quantità di pratiche trattate, vengono assunte persone con medio-bassa formazione, sovente con percorsi formativi diversi rispetto a quello legale.
Detto questo non è possibile stupirsi del tenore di queste telefonate che talvolta risultano poco professionali e sebbene di rado aggressive.
Talvolta i dipendenti di queste società subiscono un vero e proprio pressing per raggiungere budget di somme recuperate e per questo spesso sono agitate e aggressive, poiché rischiano di perdere il posto di lavoro.
Detto questo alcuni atteggiamenti non possono essere giustificati e giustificabili, poiché la materia trattata è complessa e richiede preparazione e rispetto dell’uomo e delle leggi che regolano questo tipo di professione.
Infatti, gli addetti al recupero crediti devono rispettare un codice di condotta preciso, ovviamente non ti parlo solo di legge sulla privacy, in base alla quale spesso società di recupero crediti, banca o finanziaria mandante vengono sanzionate dall’autorità garante, ma del Codice Civile e del Codice Penale.
Purtroppo spesso la persona in difficoltà non conosce queste cose, ma la cosa preoccupante è che spesso anche i “consulenti” a cui si affidano non sanno cosa prevede il codice deontologico delle società di recupero crediti e non sanno come impedire che il debitore subisca queste pressioni.

USURA NEI CONTRATTI BANCARI E POLIZZE ASSICURATIVE

LE FAMIGERATE POLIZZE ASSICURATIVE COLLEGATE AI CONTRATTI DI FINANZIAMENTO E RISCHIO USURA – DIRITTO DEL CLIENTE AD OTTENERE LA RESTITUZIONE DEGLI INTERESSI.

Tempi duri per gli Istituti di Credito Italiani si profilano all’orizzonte alla luce delle recenti pronunce giurisprudenziali.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8806 del 5.04.2017 ed il Tribunale di Roma con provvedimento del 15.06.2017 hanno, infatti, ancora una volta “bacchettato” gli Istituti di Credito rei di aver indicato nei contratti bancari stipulati con i clienti tassi di interesse inferiori rispetto a quelli effettivamente praticati.
L’usura è dietro l’angolo o meglio, nel caso di specie, dietro ogni contratto e con essa il diritto del cliente alla restituzione di tutti gli interessi corrisposti alla Banca.
A finire sotto la lente di ingrandimento delle Autorità Giudiziarie sono state le polizze assicurative collegate ai contratti bancari e gli altri costi che vengono occultati dagli Intermediari Finanziari e che fanno lievitare esponenzialmente i costi da sostenere per il cliente.

Privacy e recupero crediti: Recupero crediti e dati personali

Il recupero crediti e i dati personali L’attività di recupero crediti può essere realizzata direttamente dal creditore come pure, nel suo interesse, da terzi (ad esempio società specializzate nel recupero crediti, avvocati, altri liberi professionisti), […]

Perizie econometriche su Bari

In cosa consiste la perizia econometrica ? La Perizia Econometrica (CTP) è la verifica tecnico contabile attraverso la quale un professionista del settore ricalcola gli interessi attivi e passivi applicati dagli Istituti di Credito. Mediante […]