La durata del piano del consumatore – sovraindebitamento

La legge 3 del 2012, cosiddetta “legge salva suicidi”, dalla sua entrata in vigore si è dimostrato un valido alleato per tutti quei soggetti, sovraindebitati; il legislatore ha, infatti, introdotto un valido strumento per affrontare i debiti ed affronatere situazioni di dissesto economico. Tra le procedure introdotte dalla richiamata Legge, insieme alla liquidazione patrimoniale e all’accordo con i creditori, susiste il c.d. Piano de consumatore
Che cosa è il piano del consumatore ?
In estrema sintesi e semplificazione, il piano del consumatore consistente in un piano rateale di pagamento dei debiti, predisposto sulla base delle reali condizioni economiche del debitore.

Quando è possibile ottenere il Piano del consumatore ?
L’accesso alla procedura in esame non è automatico, in quanto il debitore istante deve possedere una serie di requisiti (primo fra tutti quello della meritevolezza).

Si evidenzia altresì che le eventuali istanze di riduzione delle posizioni debitorie debbano avvenire contemperando un’analisi delle reali condizioni reddituali e patrimoniali dell’istante, il cui organismo di neutralità ed equilibrio è dato dai c.d. OCC (Organismo di composizione della crisi).

Ma quanto può durare il Piano del consumatore ?
Uno degli ostacoli principali del piano del consumatore è da sempre quello della durata, infatti, la maggiore durata del piano rappresenta un evidente vantaggio per il debitore, a discapito degli interessi creditori. Sul punto il legislatore nella stesura della L 3/2012 nulla ha stabilito.
Ebbene, tale vuoto normativo è stato quindi colmato, come sovente accade, dalla Giurisprudenza di merito che, richiamando le indicazioni della Corte di Cassazione (sent. 1521/2013), ha posto un tetto massimo alla durata del piano, solitamente individuato in cinque anni.